Valle Caudina, se vincere conta più che giocare: poveri bimbi

By on 22 novembre 2017

E’ una squadra composta da bimbi che non arrivano a dieci anni. Nessuna velleità agonistica, solo la voglia di crescere sani e di imparare a stare insieme nello sport. Sono guidati da un allenatore che, assolutamente, vieta ai genitori di intromettersi nelle scelte e sopratutto non permette che abbiano comportamenti scorretti sugli spalti.
Così i bimbi scoprono la bellezza di giocare e basta ed anche l’importanza del movimento fisico. Purtroppo, però, questo piccolo team di Cervinara, guidato da mister Pasqualino Picca, domenica scorsa ha dovuto fare l’amara scoperta di quanto l’agonismo oramai la faccia da padrone dovunque, anche nei verdi prati dell’infanzia.
I cervinaresi dovevano giocare in trasferta e per un disguido si sono recati in un paese, piuttosto che in un altro, omettiamo di dire qual era la squadra che li doveva ospitare proprio per evitare che i bimbi possano essere trascinati in questa squallida storia. Ebbene, quando ci si è resi conto dell’errore, il team cervinarese ha contattato i responsabili adulti della squadra rivale. Senza problemi, queste persone hanno detto di non preoccuparsi e di restare dove si trovavano in quanto sarebbero stati loro a raggiungerli. E’ passata più di un’ora ed è stata un’attesa vana. Nessuno si è presentato e a questo punto sono state ricontattate queste persone. La risposta è stata gelida: i cervinaresi non si erano presentati, era trascorso il tempo concesso ed era stata data la partita persa.
Un fatto vergognoso che la dice lunga su come viene percepito lo sport da alcune persone. Se si instillano da piccoli questi disvalori, davvero non possiamo attenderci niente di buono da quelli che saranno gli uomini di domani,

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