Valle Caudina: Unesco e Forche Caudine

By on 13 aprile 2018

La valorizzazione dell’antico insediamento denominato Caudio o “Caudium” è stata portata all’attenzione di diversi livelli istituzionali. In particolare il 7 febbraio si è svolto un incontro a Roma, presso Federculture, associazione che rappresenta le più importanti istituzioni culturali del Paese, pubbliche e private. Alla riunione hanno partecipato il Dott. Claudio Bocci, direttore di Federculture e la dott.ssa Patrizia Nardi, che ha curato quale “focal point” UNESCO, l’iter di candidatura di diversi siti candidati a patrimonio mondiale dell’Umanità, in vista di un successivo incontro al Ministero per i Beni Cuturali. Per la Città Caudina erano presenti il Presidente e Sindaco di San Martino Valle Caudina Arch. Pasquale Pisano e l’Ing. Roberto Formato, già coordinatore per Federculture di diversi progetti di valorizzazione turistica-culturale.
L’incontro ha consentito di chiarire alcuni aspetti rilevanti e definire anche una ipotesi di lavoro. Con riferimento al tema UNESCO è stato ribadito come l’eventuale riconoscimento non attesta assolutamente l’importanza storica di un sito; la sua concessione avviene al termine di un percorso assai complesso, che parte dal riconoscimento del “valore culturale” dello stesso, inteso nella sua accezione più ampia, ovvero per le sue ricadute sui valori condivisi delle popolazioni locali sino all’intera Umanità. Nel caso delle Forche Caudine tale condizione oggettivamente non sussiste, perché per quanto celeberrimo, si tratta di un episodio storico che non ha determinato alcuna ricaduta riconoscibile dall’UNESCO.
Diverso potrebbe essere, un approccio che guardi all’identità e cultura sannita, quale civiltà pre-romana, nel suo complesso, ovvero con attenzione a un territorio più ampio della mera Montesarchio o Valle Caudina, ma integrando anche siti almeno del Molise e dell’Abruzzo. E’ importante sottolineare, tuttavia, che non si tratta di un mero esercizio promozionale, né necessariamente legato ad operazioni di scavo le quali possono rappresentare un approdo finale solo e qualora se ne dimostri la validità sul piano della tutela e della valorizzazione, senza oneri aggiuntivi per il bilancio pubblico.
Di centrale importanza, ai fini del riconoscimento da parte dell’UNESCO è la produzione di un non semplice “Piano di Gestione” che definisca, con grande attenzione, un iter nel quale tutte le forze socio-economiche del territorio siano coinvolte nel processo di conservazione della memoria, della tutela dei valori identitari e della valorizzazione sul piano economico e sociale. La bontà di tale Piano di Gestione – e non il valore del sito – è ciò che viene severamente valutato dall’UNESCO.
Tutto questo nella consapevolezza che ottenere il riconoscimento UNESCO è un processo lungo e dispendioso che, tuttavia, ha un valore in quanto tale, ovvero nella realizzazione di un Piano di Gestione che sia valido e attuabile a prescindere anche dal fatto che il riconoscimento venga concesso o meno.
Quale prossimo passo, tutti i soggetti presenti hanno condiviso l’opportunità di ritrovarsi in Valle Caudina per discutere comunque di un possibile iter procedurale. A tale proposito l’Arch. Pasquale Pisano si è impegnato a organizzare una conferenza, per discutere, con tutti i soggetti a livello ministeriale e anche di altre regioni, l’idea della candidatura UNESCO legata alla civiltà sannita. (La foto è di Vincenzo De Lucia)

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