Valle Caudina: San Valentino una festa abusata

By on 14 febbraio 2017

Anche loro lo chiamano amore. Mai parola fu più abusata. Lo chiamano amore quelli che uccidono le donne, quelli che le picchiano e le maltrattano ogni giorno, quelle che le violentano, quelli che dietro ad una tastiera o ad uno smartphone le perseguitano, le insultano o le mettono alla berlina. Oggi che è San Valentino e si celebra l’amore, bisognerebbe riflettere bene su queste degenerazioni di una sola parola. Proprio oggi, ad esempio, la polizia di stato è scesa in piazza per continuare la campagna contro ogni tipo di violenza sulle donne, per invitare a denunciare la tante che vengono soffocate tra le mura di casa. Un impegno importante che si unisce a quello dei centri antiviolenza che raccolgono le denunce e proteggono quelle donne che cercano di ribellarsi a morse mortali. Da solo tutto questo, però, non è sufficiente, come spesso succede, è una questione di cultura ed educazione. Pochi sanno, ad esempio, che la festa di San Valentino proviene sì dai Lupercali romani, ma per come la conosciamo oggi, è una festa che celebra l’amor cortese. I messaggi d’amore erano figli di una cultura che poneva la donna come un essere da servire e da proteggere.
Naturalmente, in questo modo, ci si riferiva alle donne di un ceto sociale alto, l’amor cortese non era certo noto ai servi delle gleba, ma riparlare di questo o della tradizione romantica, non farebbe certo male. Non si può permettere che delle bestie continuino a sporcare la parola amore e magari sono gli stessi che proprio oggi fingono di celebrare una festa che con loro non centra proprio nulla.

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