Valle Caudina: se i preti non possono parlare più…

By on 18 novembre 2018

Cervinara, Luzzano e ora San Martino. Da qualche tempo in Valle Caudina, indipendentemente dalla diocesi di appartenenza, si registrano casi sempre più evidenti di “fedeli” che attaccano i propri sacerdoti. Succede in maniera chiara e diretta, come i manifesti affissi ieri a Luzzano e a San Martino contro i rispettivi parroci.
E succede sottotraccia come a Cervinara, dove il malcontento delle persone è “nascosto” nelle dicerie da bar.
Il nostro giornale è sempre stato molto critico nei confronti dei preti. Notiamo, però, che ultimamente ci sono attacchi anche pretestuosi nei confronti dei sacerdoti. Si va dal loro “carattere” a come intendono la gestione della parrocchia. Insomma, l’insofferenza della gente è palpabile.
Tutto ciò, a nostro modesto parere, non è più tollerabile. Chi si reputa cristiano dovrebbe attenersi di più ai comandi evangelici in cui, ad esempio, Gesù invita “a pregare affinché il Signore mandi più operai per la propria messe”.
La carità cristiana tanto invocata andrebbe esercitata anche nei confronti dei sacerdoti i quali, come tutti, sono pur sempre degli uomini e pertanto possono sbagliare. Lasciarli soli, non pregare per loro, favorire il contrasto e la calunnia, l’inciucio, uccide le comunità ecclesiali.
Ad esempio, San Paolo ricorda, nella prima lettera ai Corinzi, di “essere tutti unanimi nel parlare affinchè non vi siano divisioni tra di voi ma vi sia perfetta unione tra pensieri ed intenti”.
L’unità costa sacrifici per tutti. Chiederli solo ai sacerdoti non è cristianamente accettabile. Allo stesso tempo, però, bene farebbero alcuni preti ad essere meno presi dal loro ruolo e più pastori; ad essere meno feudatari ma più in mezzo alle persone. E, non dimentichiamo una cosa fondamentale: i Vescovi dovrebbero avere parole chiare nei confronti di situazioni che rischiano di esplodere.
La concordia esiste solo nella preghiera e nella comprensione. Non nei manifesti.

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5 Comments

  1. SERAFINO MAURIELLO

    18 novembre 2018 at 11:45

    I preti possono parlare ma se entrano in politica devono accettare le conseguenze.

  2. Giannino

    18 novembre 2018 at 14:42

    Sono diventati quasi tutti ‘Don Euro’come il mio da San Martino.

  3. Teodoro

    20 novembre 2018 at 19:47

    Ognuno ha il diritto e dovere di esporre il proprio pensiero sopratutto se si tratta di un
    prete che deve indicare la strada da seguire per essere in pace con Dio.Ma ci sono alcuni sindaci come quello di Bucciano che vogliono dettare legge anche nella chiesa. Tempo fa Don Claudio dopo aver sopportato per anni le angherie da parte del sindaco Matera ha deciso di parlare alla gente ed ha detto ” io sono come San Giovanni piuttosto che piegarmi
    mi faccio tagliare la testa ” ed è iniziata la guerra, i cani segugi del sindaco Matera hanno
    rincorso il prete nella chiesa per picchiarlo sono dovuti intervenire i carabinieri per porre fine all’aggressione. Da quel giorno l’unico e solo pensiero di Barbanera è stato come eliminare il prete scomodo ha fatto di tutto,dopo che ha vinto le elezioni Barbanera ha detto che la prima cosa che doveva fare come sindaco di Bucciano era quello di mandare via Don Claudio , non so quante volte si sono recati a Cerreto Sannita con falsi testimoni per indurre il vescovo a trasferire il
    prete. La cosa che mi rattrista è che un popolo che da dieci anni è sottomesso alla volontà del dittatore non ha fatto niente, nessuna protesta hanno solo abbassato la testa “Isaia 53:7”.

    • Ettore

      21 novembre 2018 at 19:18

      Mah… Con quale criterio dici ciò?
      Dall’altare sia Don Claudio che il Vescovo dissero che la decisione del trasferimento fu presa molti mesi prima delle elezioni e che niente e nessuno aveva influito su questa scelta (tra l’altro presa dal vescovo).
      Evidentemente….

  4. vittoria

    21 novembre 2018 at 11:59

    tra il dire(ciò che è scritto nel Santo Vangelo) e il fare…cioè cercare di comportarsi come indica Gesù,c’è di mezzo il mare!

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