Valle Caudina, presunti falsi invalidi: assolti i medici

By on 14 novembre 2017

Si è tenuto questa mattina, innanzi alla quarta Sezione della Corte d’Appello di Napoli, il processo a carico dei Dottori Mario De Nicolais, Rodolfo Di Lorenzo, Emilio Tazza e Osvaldo Baldini, imputati dei reati di falso, in relazione al riconoscimento delle invalidità civili tra il 2000 e il 2008 da parte delle commissioni per l’accertamento degli Stati di invalidità civile dell’ASL di Benevento, difesi dagli Avvocati Vittorio Fucci jr, Angelo Leone , Roberto Prozzo e Giuseppe Maturo.

Il processo ha riguardato, già il primo grado davanti al Tribunale di Benevento,  le presunte responsabilità sia dei componenti delle commissioni, che di medici specialisti dipendenti di strutture pubbliche, di  tecnici sanitari, di paramedici e di  pubblici dipendenti con ruoli amministrativi addetti ai distretti sanitari competenti, in relazione alla cosiddetta invalido poli Sannita .

La Corte d’Appello , riformando la sentenza del Tribunale di Benevento che condannava a 4 anni di reclusione Mario De Nicolais e Rodolfo Di Lorenzo e a due anni di reclusione Emilio Tazza e Osvaldo Baldini , per i reati di falso, ha pronunciato sentenza con la quale   ha dichiarato la prescrizione dei reati, facendo venir meno conseguentemente la pena inflitta in primo grado.

Gli stesse imputati , peraltro, già erano stati assolti dal Tribunale di Benevento ìn relazione a diversi capi di imputazioni.

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Un commento

  1. emilio alfredo tazza

    26 novembre 2017 at 12:59

    Rinuncio alla prescrizione.
    Ho appreso che la quarta sezione della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato la prescrizione dei reati a mio carico nell’ambito nel processo sull’accertamento dell’invalidità civile da parte delle commissioni dell’ASL di Benevento. Il proscioglimento per estinzione del reato, sebbene sia senza alcuna conseguenza penale, non è tuttavia per me motivo di soddisfazione. Ritengo che, nelle vicende processuali, la mancata formulazione di un giudizio definitivo sia particolarmente penalizzante per le persone oneste e totalmente estranee ai fatti contestati. Sono stato educato all’onestà intesa come valore centrale dello stato di diritto e su questa direttrice ho sempre svolto la mia attività professionale con lealtà e diligenza. La non colpevolezza per mancata conclusione di un processo suona come un’implicita condanna e ferisce l’orgoglio di chi non accetta che la propria storia personale sia infangata dal sospetto. Dopo ben dodici anni di lungaggini investigative e processuali, mi sarei auspicato che la Corte di Appello avesse portato a termine il processo per valutare gli elementi di prova che mi vedono totalmente estraneo ai fatti contestati. Rivendico il diritto di essere giudicato colpevole o innocente con una valutazione di merito e per tale motivo ho conferito espresso mandato al mio legale affinchè provveda ad impugnare la decisione nella ferma volontà di rinunciare alla prescrizione.
    Dott. Emilio Tazza.

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