Valle Caudina, Mauro: “Politica sanitaria regionale con la formula sim sala bim”

Redazione
Valle Caudina, Mauro: “Politica sanitaria regionale con la formula sim sala bim”

La sanità sannita non vive purtroppo tempi facili e mentre si consuma un bambinesco rimbalzo delle responsabilità tra i livelli istituzionali, peggiora la qualità dell’assistenza che viene erogata ai cittadini. Siamo arrivati al capolinea del paradosso: uno stucchevole gioco delle parti che va avanti da tempo e che si consuma sulla pelle dei pazienti che chiedono unicamente la salvaguardia di un diritto essenziale.
Il governatore De Luca, da un lato, e i rappresentanti del M5S, dall’altro.
La politica sannita è ridotta al gioco delle tre carte, siamo oramai al sim sala bim quotidiano – è l’amaro commento del commissario provinciale di Forza Italia, Domenico Mauro –.
Da un lato, il governatore e commissario Vincenzo De Luca, nonostante le iperboli verbali che creano e alimentano per qualche ora illusioni e speranze, tira dritto per la sua strada e non sposta di una virgola la programmazione regionale varata con l’adozione del Piano Sanitario – con il decreto nr. 8 dello scorso mese di febbraio – che prevede la trasformazione del Pronto Soccorso dell’ospedale caudino di Sant’Agata de’ Goti in Punto di Primo Intervento, mentre, dall’altro, si sono aggiunti i rappresentanti nazionali del M5S che pur di intestarsi la battaglia per l’ospedale e rimarcare la conflittualità interna tra il PD sannita e De Luca si sono lasciati infinocchiare pensando di aver trovato l’uovo di Colombo. Siamo al paradosso, con De Luca che scrive al Ministero della Salute per derogare al Piano, pur sapendo già l’esito della risposta romana, e con il Ministro che sorprendentemente a stretto giro rimanda a De Luca l’onere e la responsabilità di programmare o derogare al Piano regionale nel rispetto del Decreto ministeriale 70/2015.
Il punto è che mentre ragioniamo sul rispetto dei parametri, dei ruoli e delle competenze regionali e ministeriali, a pagare il prezzo più alto restano solo i cittadini. Porto una mia esperienza personale, solo per far comprendere le condizioni e l’orizzonte nei quali ci muoviamo: domenica pomeriggio per accompagnare un congiunto ho impiegato ben 40 minuti per raggiungere, da Paolisi, il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile di Benevento, dove ho trovato trenta persone in attesa di cure, tant’è che ho scelto di andare subito, al Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli e, finalmente, dopo altri 40 minuiti siamo riusciti a ottenere  una visita e una diagnosi.
Allora, se vogliamo esseri seri e responsabili, se vogliamo evitare di mettere in piedi l’ennesimo trucco di magia, se gli eletti e i rappresentanti istituzionali al governo regionale e nazionale intendono seriamente essere “governi del popolo e del cambiamento”, assumano l’impegno non di deroghe fasulle ma di una revisione dei criteri definiti nel decreto ministeriale n. 70/2015”.