Valle Caudina, una mamma: mio figlio e la “normalità” dell’alcol ma io non mi rassegno

By on 16 novembre 2017

Riceviamo e pubblichiamo

Gentile direttore,
sono una mamma caudina che vive in uno dei paesi “grandi” della Valle. Mi sono decisa a scriverle perché vorrei che la mia storia fosse diffusa e si iniziasse a parlare di un problema che, credo, molto diffuso ma che nessuno vuole seriamente affrontare.
Decida lei se pubblicare o meno il mio nome. Chi legge la lettera ed è a conoscenza dei fatti mi identificherà con una certa facilità.
Quindici giorni fa, in occasione di Halloween, ho vissuto una esperienza che non tardo a definire “terrificante”.
Alle tre di notte un amico di mio figlio L. (che ha sedici anni e frequenta il liceo) chiama a casa e mi dici di correre perché L. non si sente bene.
Ci mettiamo in auto io e mio marito e li raggiungiamo all’esterno di un noto locale in Valle. Può immaginare la mia paura: mio figlio è mezzo svenuto, non è cosciente. Chiedo cosa sia successo e l’amico mi racconta la loro serata.
Hanno bevuto tanto mescolando alcol con cocktail ad alta gradazione. A questo si aggiunge che non avevano cenato e che si erano messi a fare una sorta di gara cioè a bere dei piccoli bicchierini di rum o whiskey (non ho capito bene) tutti di un sorso.
Il risultato? Ho preso mio figlio, l’ho portato al pronto soccorso e gli hanno diagnosticato una sonora sbronza. Gli hanno fatto una flebo per farlo idratare, tenuto un po’ sotto controllo e dopo un paio di ore rimandato a casa.
Mi dirà: una lettera ad un sito per un adolescente ubriaco?
No, direttore. La situazione è molto più grave. Perché mio figlio, poi, mi ha spiegato che è “normale” che una volta a settimana tutti i ragazzi bevono.
Mi ha detto che, secondo lui, è normale lasciarsi andare a qualche bicchiere tanto “l’alcol non fa male”.
Mi ha anche detto che tra i suoi amici è una cosa “normale”.
Ecco, sono quindici giorni che mi colpevolizzo per la poca attenzione data a questa situazione. Le scrivo perché credo che sia importante che le scuole, le famiglie e chiunque si occupi di formazione ed educazione tenga presente che in Valle Caudina esiste un problema di alcol.
Con osservanza,
En. Iu.

 

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Un commento

  1. Antonio

    16 novembre 2017 at 16:26

    Vivendo a Milano da decenni-residente nei pressi del ” famigerato” C.so Como:zeppo di locali alla “moda”, si osserva che nelle ore pomeridiane,specie di sabato, i genitori di giovanissimi frequentatori di questi ritrovi di sballo, sono in trepida attesa e che ai loro figliuoli non sia accaduto qualcosa di pericoloso durante lo svago, per recuperarli e fare ritorno sani e salvi a casa. La mamma non si colpevolizzi per la sbornia del figlio, essendo un fenomeno diffuso fra i giovani, però è giusto e sensato controllarli affinché non si mettano nei guai.

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