Valle Caudina: Ignavi e nullisti

By on 11 gennaio 2018

Riportiamo una parte del fondo di Gianni Raviele uscito sul numero di gennaio 2018 del mensile Il Caudino.

L’Italia sembra aver imboccato la strada giusta per la valorizzazione del proprio, inalterabile patrimonio storico, artistico, culturale.
Le statistiche e i dati del bilancio di fine anno sono squillanti: in pochi anni, il numero dei visitatori di musei, gallerie pubbliche e private, di siti archeologici si sono moltiplicati in maniera consistente e imprevedibile.
… Fra le punte di eccellenze del rilancio, spicca la Campania. Fra i primi cinque monumenti più visitati ci sono Pompei e la Reggia di Caserta. Anche Ercolano tiene il passo e migliaia di visitatori hanno affollato gli scavi. Pompei ha avuto tre milioni e 4oomila visitatori. La Reggia di Caserta ha segnato un più 23 per cento di visitatori. Il merito di queste luci spetta, in grandissima parte, ai due direttori: Osanna a Pompei; Felicori a Caserta. Il loro dinamismo ha sovvertito ritmi, vetusti tran tran, posizioni di rendite anche sindacali.
Gli ostacoli continuano e ogni giorno si accende una polemica: tornare indietro a mettere freno sarebbe un suicidio e il territorio si ripiegherebbe su se stesso di nuovo.
… E noi? A che punto siamo noi? Noi siamo nel nulla e nell’ignavia. Un assordante silenzio di vuoto, di rachitismo mentale, di passività totale stagnano nella nostra terra. Caudio, un forziere storico, che avrebbe potuto essere e che potrebbe ancora essere, uno scrigno di bellezze archeologiche, la testimonianza umana, civile, religiosa di un popolo e di una gloriosa e fiera civiltà, giace sotto una coltre inesplorata, dimenticata da uomini e strutture, da politici e amministratori, da funzionari e studiosi. E’ come se un impalpabile sudario di morte avesse avvolto i resti, le opere, le significanze di una antica gente che operò, costruì, commerciò con altre terre e paesi, che fu gelosa della propria libertà e identità, meglio e più ardimentosa di tutti i Sanniti.

Ho sempre detto, con un paradosso, che se le Forche caudine – espressione lessicale conosciuta in tutto il mondo – fossero state “gestite” da un tedesco l’area si sarebbe trasformata in un parco culturale e archeologico di rilievo europeo.
Il sonno di Caudio è secolare, come quello del pastore Aligi caro a D’Annunzio. E tale è destinato a restare per sempre, sino a che amministreranno questa nostra terra una massa di incolti, nulli, infingardi, chiacchieroni e spergiuri, referenti di una classe politica che, da Benevento ad Avellino, parla solo di beghe, voti, candidature e che non ha mai legato il suo nome ad un recupero d’arte, a uno sviluppo culturale, a un segno di civile preveggenza.
Caudio dorme in pace. L’idea che gli amici del caudino lanciarono, con me, di tentare la via del suo riconoscimento come “ patrimonio dell’umanità” è sfiorita e si è dissolta all’istante: come gli affreschi della sequenza del film “Roma” di Fellini che evaporarono appena vennero a contatto dell’aria , dopo molti secoli.
Chiudo questo articolo con una preghiera. I comuni, la Città Caudina, le soprintendenze interessate a Caudio non tirino fuori documenti o giustificazioni per il mancato sostegno alla rivitalizzazione, alla “lettura”, alla messa allo scoperto della gloriosa città. “Lasciamo che i morti seppelliscano i morti”.

Gianni Raviele

 

About Redazione

4 Comments

  1. Giuseppe Mainolfi

    11 gennaio 2018 at 12:20

    È un pugno nello stomaco.
    Quando la sveglia, popolo caudino?

  2. lucio coscia

    11 gennaio 2018 at 13:28

    Egregio dottor Raviele
    Condivido in pieno quanto lei ha affermato e firmo il suo “Manifesto rivoluzionario” per il bene comune della Valle caudina e dei nostri figli.
    Faccio appello al popolo caudino a non lasciar cadere nel vuoto questo grido di dolore.

    La nostra Valle caudina e’ terra fertile piena di tanti tesori ambientali e culturali: Partenio, Taburno, Oasi wwf di Pannarano, Museo archeologico nazionale di Montesarchio, Sorgenti del Fizzo di Bucciano, da dove parte l’Acquedotto Carolino (bene Unesco) che alimentava le cascate della Reggia di Caserta, castagne, vini Falanghina e Aglianico, mela Annurca IGP.
    La Valle caudina e’ attraversata dalla Regina viarum (Appia) e dalla ferrovia Benevento-Napoli e poi, dall’Isclero.
    Abbiamo, poi, la fortuna di avere a Rotondi, artisti di fama nazionale e internazionale: Luigi Mainolfi VIII, i Fratelli Perone, Perino e Vele, Eugenio Giliberti, Umberto Manzo, che vanno necessariamente coinvolti.
    Con la cultura si mangia. Con la cultura si fa sviluppo.
    Dicevo materia prima in abbondanza.
    Ha detto qualcuno: un buon amministratore deve conoscere le risorse che lo circondano e metterle a sistema, organizzarle, altrimenti deve cambiare mestiere.
    Ecco io credo fortemente nelle possibilità che possono derivare da una concezione, però, diversa da quella che fino ad oggi è stata la Città caudina, una concezione che deve indirizzare i suoi orizzonti allo sviluppo economico e sociale della nostra comunità valliva, attingendo risorse dalle enormi possibilità che la programmazione europea 2014-20 ci offre.
    Circa 10 miliardi di euro in settori quali l’agricoltura e l’energia sostenibile, la cultura e l’istruzione, la riqualificazione urbana e rurale e i fondi per le azioni di contrasto allo spopolamento.
    Come possono non appassionarci questi temi.
    Come è possibile che non capiamo che il nostro futuro non è altrove, ma è qui. Il nostro futuro sarà realizzabile però solo se penseremo più al futuro dei nostri figli e ai benefici che ne avranno e meno alle nostre mire personalistiche e privatistiche. Miglioriamo il senso di solidarietà e il senso della collettività.
    Pensiamo al Bene comune.
    Una società che funziona distribuisce dividendi corposi a tutti.

  3. Antonio

    11 gennaio 2018 at 17:04

    Oltre a tutti i tesori archeologici,architettonici e d’arte menzionati dall’articolista, sarebbe opportuno ammettere e ricordare che in una regione dove alligna il cancro della malavita e del gravissimo degenerato malcostume politico-amministrativo, diventa pura utopia risolvere ed ottenere quanto prospettato dall’articolo. Comunque, è lodevole che si voglia avere per il proprio territorio (Valle Caudina) decoro, dignità e valorizzazione.

  4. Andrea Massaro

    12 gennaio 2018 at 09:58

    La resurrezione avverrà per opera del vento del cielo che spazza i mondi. L’angelo portato dal vento non dirà: “Morti, levatevi” ma “Si levino i viventi!”.

    HONORE’ DE BALZAC, Louis Lambert

Replica

Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *