Sant’Agata de’ Goti, Valentino: “Ancora una volta siamo costretti a contare danni e vittime nel nostro Paese”.

Redazione
Sant’Agata de’ Goti, Valentino: “Ancora una volta siamo costretti a contare danni e vittime nel nostro Paese”.

Sono queste le prime parole del Sindaco della città di Sant’Agata de’Goti, Carmine Valentino, all’indomani della ennesima ondata di maltempo che ha colpito l’Italia da nord a sud.
“Il nostro, prosegue, è un Paese di straordinaria bellezza, sotto ogni aspetto. Purtroppo, però, i cambiamenti climatici, sempre più repentini e violenti, fanno sì che le nostre bellezze naturalistiche e paesaggistiche vengano letteralmente e sistematicamente distrutte e martoriate.
Certo, è difficile contrastare fenomeni meteorologici che si abbattono, sempre più frequentemente, con inaudita forza e violenza sul nostro territorio ma il dramma vero è che questi  fenomeni trovano “terreno fertile” nell’incuria e nell’abbandono dell’uomo.  In questo Paese siamo diventati bravissimi a diramare allerte meteo (e non lo dico con sarcasmo) ma non altrettanto a prevenire tragedie e sciagure che sono, spesso, frutto di mancata manutenzione, poca attenzione e incapacità di programmare interventi di messa in sicurezza, tutela e conservazione del territorio che seguano un ordine e delle priorità.
Le colpe e le cause di tutto ciò, sia chiaro, sono molteplici ma non si può non notare come questo Governo non stia comprendendo quali siano le reali necessità del Paese e di chi, quotidianamente, opera sul territorio, a contatto con la gente.

Oggi, ai tavoli istituzionali ministeriali si disserta e si argomenta sulla tipologia di opere strategiche da mettere in campo per il Paese ma la verità è che le grandi opere devono andare di pari passo con quelle piccole. Non si evitano tragedie se prima di  diramare dispacci d’agenzia che annunciano fenomeni meteorologici intensi non si attuano misure concrete per imporre (anche attraverso agevolazioni finanziarie) ad esempio, ai privati azioni costanti di monitoraggio e manutenzione dei propri terreni privati. Non si salvano vite se chi deve agire ed operare sul territorio, in prima persona, non viene messo nelle condizioni di farlo con strumenti e risorse adeguati.

Io sono un sindaco e come tutti i sindaci so bene cosa significa vivere in solitudine queste situazioni; so bene cosa vuol dire intervenire e prendere provvedimenti urgenti per la tutela e la salvaguardia della pubblica incolumità a seguito di un’allerta meteo. So bene cosa vuol dire farlo contando su pochi uomini e mezzi e risicate quando non inesistenti risorse finanziarie.

Anche ieri, durante il violento nubifragio e i forti venti che si sono abbattuti sul nostro paese, devastandolo in molte zone,  siamo intervenuti, scendendo in strada, andando personalmente sui luoghi delle chiamate d’emergenza e basandoci solo sulla conoscenza diretta del territorio. Tutto ciò grazie all’aiuto, assolutamente essenziale, di molti volontari. Ancora una volta la mia riconoscenza va, non solo alle risorse umane dell’Ente e dunque al Comando di Polizia Municipale ed al gruppo di Protezione Civile oltre che, naturalmente, alle Forze dell’Ordine ma anche e soprattutto a quegli uomini e a quelle donne che non hanno fatto mai mancare aiuto e supporto per fronteggiare situazioni di emergenza, come il gruppo del Cireneo Onlus. Un servizio di volontariato davvero insostituibile ed indispensabile.

Per concludere e come ho avuto modo di ripetere più volte in questi anni e non solo all’indomani di una situazione emergenziale ma anche e soprattutto prima che accadesse qualcosa di irreparabile, abbiamo bisogno di una programmazione che contempli le esigenze e le necessità di un territorio variegato. Una attività ricognitiva fatta con buonsenso e non solo con epici slogan che annunciano grandi opere strategiche per l’Italia.

Abbiamo bisogno di un’attenta e minuziosa programmazione che possa permettere anche a noi, sindaci dei piccoli comuni dell’entroterra, di monitorare e prevenire situazioni di pericolo e assicurare interventi strutturali, mirati, di sistemazione organica del territorio, mitigando il rischio idrogeologico.
L’invito all’attenzione su un territorio a rischio come il nostro, come molti altri in questo Paese,  è rivolto ai cittadini, perché spesso è proprio l’intervento indisciplinato dell’uomo a creare le condizioni che decretano il  verificarsi di disservizi o tragici eventi ma anche al Governo Centrale, perché metta a disposizione degli Enti Locali più risorse per prevenire e monitorare situazioni di criticità ambientale.

Più risorse per le aree montane, più risorse per la manutenzione delle zone a rischio, più risorse per la protezione civile, più risorse per fronteggiare le emergenze climatiche, senza rischiare di trovarsi impreparati. Servono però provvedimenti concreti dal Governo per una programmazione organica di messa in sicurezza complessiva del territorio e delle aree a rischio”.