Rotondi, Vallone Cavone: finanziato progetto del Comune

By on 9 ottobre 2018

Riceviamo e pubblichiamo.

Ieri il Presidente della Regione Campania , Vincenzo De Luca, nella sua qualità di Commissario Straordinario  per la Regione Campania ha convocato il Sindaco di Rotondi ,dottor Antonio Russo , per l’avvio delle procedure per l’assegnazione del Finanziamento di €. 685.650,00 afferente la Progettazione dell’intervento di Stabilizzazione dei versanti afferenti il bacino montano del Vallone Cavone, per un costo complessivo dell’intervento previsto in €. 12.000.000,00                                              .
L’iter per la esecuzione  dell’intervento era stato avviato nel  Dicembre 2015, già Sindaco Antonio Russo, di concerto con l’Autorità di Bacino Liri Volturno Garigliano attraverso il caricamento della proposta progettuale sulla  piattaforma ReNDiS (Repertorio Nazione le Difesa Suolo).

In generale con riferimento alla gestione degli interventi di Difesa Suolo e di Mitigazione del Rischio Idrogeologico il Comune di Rotondi ha stipulato con  Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, in cui è confluita l’Autorità di Bacino Liri-Volturno-Garigliano, guidata sempre dalla Dottoressa Vera Corbelli, a cui vanno i ringraziamenti del Sindaco e del  Comune di Rotondi .

In tale contesto è inquadrabile anche l’intervento di Risanamento idrogeologico del Fosso Cavone, finanziato con Fondi CIPE prossimo alla esecuzione .

Inoltre l’Amministrazione Comunale ha presentato sempre sul ReNDiS un intervento per 2 milioni di euro relativo al torrente Santo Spirito -Torrente Pirozza, per il quale si è in attesa di finanziamento.

Infine corre l’obbligo di informare che è in fase avanzato lo studio avviato dal Comune per la Riperimetrazione della Aree a Rischio (Zone Rosse)  del PSAI (Piano stralcio per l’Emergenza Idrogeologica) attualmente vigente per il territorio di Rotondi.

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Un commento

  1. lucio coscia

    10 ottobre 2018 at 08:46

    Il Comune di Rotondi nel PsAI-rF (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico rischio Frane) adottato dal Comitato Istituzionale con delibera n. 1 del 25.02.2003 e approvato con DPCM del 12.2.2006 in G.U. n. 122 del 28.5.2007, è un comune al quale è stata attribuita la classe di rischio VI^, massima classe di rischio colata fango, perché a monte dell’abitato è stata individuata una ampia zona R4 (aree a rischio molto elevato, nella quale per il livello di rischio presente, sono possibili la perdita di vite umane, e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socioeconomiche).
    Gli interventi sul Cavone già effettuati negli anni scorsi, quelli in itinere e quello riferito all’articolo nascono esclusivamente da quanto stabilito nel PsAI-rF (Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico rischio Frane).
    La paternità di questo intervento di “Stabilizzazione dei versanti afferenti il bacino montano del Vallone Cavone”, per un costo complessivo di 12.000.000,00 euro, appartiene esclusivamente all’ Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, che ha la competenza.
    Quanto al sindaco, che ci tiene cosi tanto ad attribuirsene il merito, vorrei ricordargli ancora una volta, che da quando è sindaco, da oltre cinque anni, non ha mai emesso, in caso di rischio idrogeologico, così come indicato dal bollettìno meteorologico che la regione gli recapita puntualmente in caso di condizioni meteo avverse e rischio idrogeologico, un’ordinanza di protezione civile riferita alla zona in questione.
    L’art. 19 della Legge 135.2012 recita: la pianificazione di protezione civile (piano e nucleo di protezione civile) e il coordinamento dei primi soccorsi sono funzioni fondamentali dei comuni ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera p, della Costituzione. Il nostro comune ha un Regolamento per la costituzione di un Nucleo comunale di protezione civile approvato con delibera di C.C. n. 2 del 27.01.2015, senza però, dopo oltre due anni, avere un Nucleo di protezione civile. Non avere un Nucleo di protezione civile non ci permette di essere censiti nell’elenco regionale delle Organizzazioni di volontariato e protezione civile, e, quindi non poter partecipare ai bandi che la regione Campania emana per l’assegnazione in comodato gratuito di mezzi e attrezzature di protezione civile (ultimo bando d.d. n. 585 del 11.7.2016), oltre a non avere un gruppo di persone addestrate e disponibili in caso di soccorso alla popolazione. Il piano di protezione civile è stato approvato dal Commissario prefettizio con i poteri del Consiglio Comunale con delibera n. 1 del 23.3.2016. Il Sindaco Russo, forse, non sa di essere la massima autorità di protezione civile sul territorio comunale (Legge n.100/2012), e, trascura, le responsabilità che gli competono. Chiedo al sindaco Russo: avere un piano di protezione civile che non è stato discusso dalla collettività e, quindi, non è stato portato a conoscenza della comunità, risponde ai doveri di un Sindaco responsabile che deve salvaguardare l’incolumità dei suoi cittadini? Avere un piano di protezione civile sconosciuto, equivale a non averlo. Peraltro nella delibera di affidamento di redazione al tecnico, erano previste nei 15mila euro, già pagati: Redazione del manuale di protezione civile; Realizzazione di un webGis da pubblicare sul sito istituzionale comunale, L’ideazione e fornitura di Manifesti, Depliant e Diapositive e diffusione del piano in seno alla popolazione mediante incontri sul tema, convegni e conferenze. Niente di tutto questo è avvenuto. Il Gruppo Terramia con lettera protocollo n. 4867 del 24.8.2016 reiterata il 11.1.2017, ha chiesto con una interrogazione a risposta scritta di conoscere lo stato di attuazione in tutti i suoi aspetti del Piano, siamo ancora in attesa.
    Tutto questo significa avere a cuore la sicurezza del territorio e dei cittadini?
    Aspettiamo che il Sindaco porti a conoscenza alla cittadinanza l’intervento previsto.

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