Rotondi, Scuola Pascoli: chiusura scolastica e turni pomeridiani. Ennesimo disastro della maggioranza

By on 14 novembre 2018

Riceviamo dal gruppo consiliare Terramia e pubblichiamo

“L’avevamo chiesto a inizio settembre (IlCaudino on line del 6/9/2018): “un gesto di ordinario rispetto verso la comunità scolastica. Dare indicazioni sulle sedi disponibili per l’a.s. 2018-2019, sulla data di fine lavori e rassicurare sull’inizio del servizio mensa fin da ottobre… eliminare incertezza e consentire a ciascuno di potersi organizzare per tempo”.
L’avevamo chiesto consci della povertà comunicativa della maggioranza e memori della storia recente, con l’esperienza dei lavori all’asilo Jabbraccio che dovevano durare pochi mesi e invece si sono protratti per anni; e l’avevamo chiesto ricordando che l’anno scolastico precedente si era già chiuso in anticipo di due settimane per gli studenti della “Pascoli” (ordinanza sindacale n. 10 del 25/5/2018).
Il gruppo Terramia, nel silenzio ostinato della maggioranza ancora a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, aveva chiesto pubblicamente una informazione doverosa quanto scontata (ma non per la maggioranza stessa evidentemente).
L’intervista del 12 settembre ad una emittente locale . . .  pareva una risposta sufficiente, ancorché tardiva. Le riprese mostravano gli interni di un plesso all’apparenza pronto ad accogliere gli alunni sia pur “con dei lavori in itinere”.
La successiva richiesta delle certificazioni di rito (agibilità, antincendio e sicurezza) da parte della scuola parevano confermare la ordinarietà della situazione, sia pure con “ancora dei lavori in itinere”.
Poi, improvvise, prima voci, poi una prima ordinanza e la “chiusura temporanea” dal 5 al 10 novembre della porzione di plesso in uso. Sconcerto.
Perché la chiusura che non era stata nemmeno ventilata a inizio anno?
L’ordinanza di chiusura n. 23 (prot. 6565 del 2/11/2018) tra l’altro recitava: ” … che gli interventi da eseguirsi necessitano di essere effettuati in assenza della popolazione scolastica la quale, altrimenti, verrebbe esposta a disagi ambientali causati dalla esecuzione dei lavori, se pur afferenti aree esterne,…”.
A quali “aree esterne” si riferiva l’ordinanza? e a che tipo di interventi tali da far allontanare “la popolazione scolastica” si riferiva?
Non si sa, ma è probabile che si trattasse di un refuso (un errore, una svista, una disattenzione …) perché gli interventi – ci è stato assicurato dall’assessore ai LLPP – erano (e saranno) all’interno ed erano tali da richiedere una ulteriore ordinanza che allungava la “chiusura temporanea” al 12 novembre “per accelerare il completamento dei lavori in oggetto e consentire il normale utilizzo del plesso”.
Effettivamente – per le sole medie –  il plesso (la parte in uso) è stato riaperto il 13 novembre ma senza “il normale utilizzo” e con l’accompagnamento di una rarità amministrativa (una certificazione di agibilità parziale).
La “chiusura temporanea” del plesso continua invece a operare per le classi elementari che hanno trovato sistemazione (temporanea?) nel plesso di Campizze. In orario pomeridiano. Con nuove urgenti esigenze da soddisfare a partire dal trasporto degli alunni, fino alla logistica (e arredi come banchi e sedie) e al servizio mensa.
I commenti li lasciamo ai lettori.
Se tutto questo a inizio anno scolastico non era preventivato, è normale ora chiedersi – e dire – cosa è successo ma soprattutto quali sono gli intendimenti nell’immediato e futuri.
Per quanto ci riguarda, in attesa degli sviluppi nell’immediato, è nostra responsabilità capire. A cominciare da una variante di progetto di cui abbiamo avuto notizie di recente. Nell’incertezza chiederemo un incontro con il Direttore dei Lavori ing. Pacelli (assessore ai LLPP ci accontenti, Lei che si mostra un minimo dialogante!) che finora non ha mai risposto a nostre analoghe richieste. Ripeteremo – magari con più insistenza – la richiesta di copia del progetto esecutivo, delle migliorie e della variante new entry.
Nella circostanza, tuttavia, proviamo a domandare alla maggioranza se c’è una data di fine lavori da comunicare agli “interessati” (non tutti) per “consentire il normale utilizzo del plesso” e soprattutto per consentire a chi lo desidera di attrezzarsi adeguatamente.
La gestione dilettantistica e disastrosa della comunicazione e della tempistica dei lavori da parte della maggioranza non sfugge a nessuno (o quasi) come non sfugge il carattere inaffidabile e contraddittorio delle poche comunicazioni che la maggioranza ha dedicato alla scuola. Inettitudine e irresponsabilità sono i termini che ci vengono in mente con maggiore forza a guardare quel che sta accadendo (ancora una volta).
Sul piano tecnico ovviamente faremo gli approfondimenti necessari, senza fretta, dal momento che come detto a suo tempo la qualità e conformità dei lavori nel caso di un edificio scolastico sono interessi collettivi che intendiamo verificare e tutelare in dettaglio.
La situazione è in evoluzione e torneremo presto sull’argomento.
Anche perché, in perenne fuga dalle proprie responsabilità, la maggioranza (e c.) pare stia ricercando affannosamente capri espiatori verso cui indirizzare almeno in parte quel po’ di indignazione che si intravede (come la punta di un iceberg). Come da copione consolidato i disastri si coprono coi polveroni e le accuse su elementi fasulli alla minoranza. E’ la disperazione di chi inadatto al ruolo che ha avuto dall’elettorato, tenta di tutto pur di salvarsi dai propri fallimenti.”


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