Pannarano: migranti utilizzati in lavori di pubblica utilità

By on 18 gennaio 2018

La Cooperativa Noi x Voi, tramite il suo responsabile, Massimo Diglio, promuove un progetto di volontariato per l’inserimento di cittadini stranieri richiedenti asilo e rifiugiati, tossicodipendenti, donne vittime della tratta e dello sfruttamento sessuale ospiti della comunità in lavori di pubblica utilità. Il progetto, presentato al Comune ed alla Prefettura, propone di “trasformare l’immigrazione in una risorsa per la collettività al fine di dare dignità alla persona valorizzando la funzione sociale che il lavoro svolge nel processo di integrazione dei migranti. Davanti a un processo caduto dall’alto, il modo migliore per affrontarlo è governarlo. L’inattività dei migranti, in attesa del loro riconoscimento dello status di rifugiato, può riflettersi negativamente generando frustrazioni o aumentando la percezione di un modello di accoglienza esclusivamente assistenziale e unilaterale”.
Le attività sociali potrebbero aiutare a migliorare il decoro del territorio comunale, come dimostrato dalle esperienze già in essere nel Comune caudino.
“Tale iniziativa si costituisce senza oneri a carico dell’Amministrazione comunale, su base volontaria e non retribuita. Il Comune, si legge nel protocollo di intesa, non sta dando lavoro a nessuno, ma una opportunità di svolgere un’attività a favore della comunità, che può essere la manutenzione di aree verdi, o l’affiancamento in attività sociali”.
“L’attività di volontariato, continua la nota, è legata a obiettivi di pubblica utilità (pulizia strade e sentieri, cura di parchi e giardini pubblici, etc.) a favore dell’intera comunità dei diversi territori; non è prevista nessuna forma di lavoro retribuito che non sia legalmente realizzabile in assenza dei permessi di soggiorno.
Bisogna che i Comuni siano pronti a partire in una logica di reciprocità e di positiva convivenza civile, è necessario predisporre iniziative di integrazione sociale e di effettivo inserimento nelle comunità di cittadini, che si trovano a convivere da un giorno all’altro con le persone che sbarcano sulle nostre coste.
Questo vuol dire mettere in piedi con senso di responsabilità e spirito pragmatico un sistema di accoglienza serio, quanto più possibile privo di ricadute insostenibili per sindaci e cittadini.
Così l’accoglienza diventa una risorsa, in una logica di reciproca mutualità: un ‘Patto di convivenza civile'”. (Foto da web)

 

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Un commento

  1. luciocoscia

    19 gennaio 2018 at 07:03

    Piccola comunità con grandi idee di civiltà.
    Esempio da seguire
    complimenti.

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