Montesarchio, Chiesa di San Francesco: dal Comune 5mila euro l’anno alla parrocchia

By on 16 gennaio 2018

Quattrocento euro al mese per un totale di 4.800 euro all’anno. E’ quanto il Comune di Montesarchio corrisponderà a don Silvio per il 2018 come quota di partecipazione dell’Ente “alle spese necessarie alla fruibilità al culto e alla valorizzazione” della chiesa di San Francesco. Lo ha deciso la giunta guidata dal sindaco Franco Damiano che ha sottoscritto un protocollo d’intesa per disciplinare, appunto, i rapporti tra il Municipio e il parroco. Poco felice, probabilmente, della decisione dell’esecutivo, sarà proprio il prelato che, in realtà, aveva chiesto al Comune un ‘aiuto’ di ben 800 euro al mese. Alla base della richiesta il fatto che la chiesa di San Francesco, “attigua e costituente unico corpo con Palazzo San Francesco, è di proprietà dell’Ente”. Inoltre, “trattandosi di edificio adibito al culto, la chiesa monumentale è gestita dal rettore don Silvio Pepiciello”, come recita la delibera licenziata dalla giunta.
Tutto lineare se non fosse per l’impegno di spesa assunto dal Municipio: solitamente, quando un Comune affida a terzi spazi di sua proprietà ne trae un ritorno economico o, quanto meno in servizi. Probabilmente non è questo il caso.

Serena Finozzi

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4 Comments

  1. Silvio Pepiciello

    16 gennaio 2018 at 23:17

    Chi scrive questo articolo sa benissimo o dovrebbe sapere anche per le conoscenze perdonali, che i soldi vanno al custode della chiesa nonché detentore delle chiavi della stessa. E che ne io ne la parrocchia di fatto prende nemmeno un centesimo.nei prossimi giorni se non lo fa la poco informata o volutamente poco informata autrice risponderò con articolo su altra testata.

    • Redazione

      17 gennaio 2018 at 08:42

      La delibera è chiara: il protocollo d’intesa è stato siglato con don silvio in qualità di rettore della chiesa così come è scritto che è stato il rettore ad avanzare richiesta di contributo di 800 euro al mese. A questo indirizzo può leggere la delibera: https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fhosting.soluzionipa.it%2Fmontesarchio%2Falbo%2Falbo_dettagli.php%3Fid%3D1705&h=ATMV5Y-I4h4sD1nRRWGWvlV6MvzqgonTa6mC-FL-RPy4M1hVVIvxU021AQ-KvzytoO1lp29uUhroGDNfC48EZUoXGOM-hAVBSMbPCUaNtKOepOOYksjoC7oLVCku_bRAshX7Woxfhapn
      Serena Finozzi

      • Silvio Pepiciello

        17 gennaio 2018 at 09:39

        La delibera è chiarissima così come la sua conoscenza della verità e la volontà di non dirla e parlare male per fare notizia. Tutti sanno che i soldi vanno al custode e detentore delle chiavi della chiesa a cui i posso accedere solo se lui apre. A questo punto scriva su come mai non si restaura una chiesa vanvitelliana. Per me il comune può pure non dare più il contributo al custode. Se deve passare Come qualcosa che prendo io. Se fa chiarezza su questa cosa mi fa un piacere. Però duca tutto non solo quello che le interessa

        • Redazione

          17 gennaio 2018 at 16:57

          La lettura dell’articolo, comunque lo si legga, non lascia spazio a sospetti che i 400 euro possano finire, in qualche misura, nelle tasche del parroco.
          L’articolista ha avuto l’accortezza di precisare che i soldi sono erogati dal comune a titolo di “quota di partecipazione alle spese necessarie alla fruibilità di culto e alla valorizzazione della chiesa”.
          Poi, a completamento della notizia, aggiunge che la chiesa “è di proprietà dell’ente” comune.
          L’espressione “quota di partecipazione alle spese” non può essere confusa con una liberalità a favore del parroco. Egli, però, ritiene che tanto non basti a fugare insinuazioni di malpensanti e vuole far sapere che dei 400 euro del comune neppure un centesimo entra nelle sue tasche, dichiarandosi contento della puntualizzazione.
          E noi abbiamo soddisfatto la sua richiesta.
          Il direttore

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