Clan Pagnozzi, dalla Corte di Appello nove assoluzioni e pene ridotte

Il Caudino
Clan Pagnozzi, dalla Corte di Appello nove assoluzioni e pene ridotte
Carabinieri nei pressi dell'ufficio postale di Aversa, in provincia di Caserta, dove nella notte una rissa per futili motivi ha provocato la morte per accoltellamento di un ragazzo di 15 anni, Emanuele Di Caterino, nipote di Gaetano Iorio, esponente del clan Schiavone, sottoposto a sorveglianza speciale, 8 aprile 2013. Il ragazzo è morto nella notte in ospedale mentre l'accoltellatore, di 17 anni, è stato arrestato. Entrambi erano incensurati. Carabineers near the post office of Aversa (Caserta, Italy), where tonight a 15 years old boy, Emanuele Di Caterino, was knifed to death after a fight with a 17 years old boy, both uncensured. The dead boy is the nephew of Gaetano Iorio, a representative of Schiavone camorra clan, 8 April 2013. ANSA/ CESARE ABBATE

Nove assoluzioni piene, una decima parziale e la rideterminazione delle pene per tre imputati. La Corte di appello, al termine dell’ultima discussione da parte dell’avvocato Antonio Leone si è ritirata in camera di consiglio, ed all’esito ha emesso sentenza
In particolare -, assolti, perchè il fatto non sussiste e per non aver commesso il fatto, Massimiliano Russo (10 anni), Pietro Parrella (8 anni e 4 mesi), Pasquale De Guida (6 anni), Salvatore Letizia (7 anni), Saverio Sparandeo (8 anni e 6 mesi), Salvatore Lucio Fiore (8 anni e 6 mesi), Benito Caputo (12 anni e 6 mesi) – per lui anche la dichiarazione di intervenuta prescrizione di un addebito -, Pasquale Colombo (9 anni) e, da due imputazioni, Domenico Pagnozzi, per il quale la condanna è scesa da 19 anni a 16 anni e 10 mesi.
Pena ridotta anche per Antonio Maglione e Carlo D’Angelo (da 9 a 7 anni). Per Caputo e Sparandeo anche l’immediata liberazione se non detenuti per altro. Pagnozzi, Maglione e D’Angelo sono stati condannati al pagamento delle spese di costituzione di parte civile, nel giudizio appena concluso, in favore dell’associazione ‘Alilacco Sos impresa’. Per il resto, la Corte ha confermato le tre condanne stabilite in primo grado (da 1 anno a 1 anno e 8 mesi).
Impegnati nella difesa gli avvocati Antonio Leone, Andrea De Longis senior, Federica Ventorino, Pierluigi Pugliese, Dario Vannetiello, Maria Cristina Caracciolo, Alessandro Della Ratta, Ettore Marcarelli, Vittorio Fucci, Vincenzo Regardi, Marcello D’Auria, Francesco Perone, Antonio Gravante. Le accuse contestate a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, estorsione, spaccio di stupefacenti e armi, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il 12 febbraio del 2015 il Tribunale di Benevento aveva deciso quindici condanne – uno dei destinatari è nel frattempo deceduto- e tre assoluzioni, ora la pronuncia di secondo grado.