Cervinara: vent’anni fa l’addio a Padre Tarcisio, il “guardiano” di Padre Pio

By on 8 agosto 2018

CERVINARA. Nella chiesa di San Nicola Don Giovanni Panichella celebrerà oggi alle 18,00 una Santa Messa organizzata con la Confraternita dell’Immacolata in memoria di p. Tarcisio da Cervinara, al secolo Giuseppe Zullo. Il frate nacque a Joffredo-Castello il 2 marzo 1921; nel 1935 entrò nel convento cappuccino di Montefusco per gli studi ginnasiali. Il 21 novembre 1937 indossò l’abito religioso, il 22 novembre 1938 emise la professione semplice dei voti e l’8 marzo 1942 i voti perpetui. Il 17 febbraio 1946 fu ordinato sacerdote a Campobasso. C’era l’usanza che il neo sacerdote girasse i conventi della provincia monastica per essere presentato ai confratelli. Perciò, solo in settembre cantò la sua prima Messa solenne nella chiesa natia. L’incipit dell’omelia è rimasto nella memoria storica della comunità: “Sono partito da Cervinara come figlio di Roberto Zullo e sono tornato figlio di San Francesco”. Aveva già allora una personalità poliedrica, dalla tempra forte, robusta, effervescente; un incarnato roseo spinto, di statura media, corporatura robusta; un’intelligenza pronta e vivace. Per la stazza in paese era già ‘o munacone.

Nel 1945 aveva conosciuto P. Pio, del quale divenne figlio spirituale. Fu a lungo docente dei frati, studiò a Roma alla Gregoriana e, nel 1950, fu destinato a San Giovanni Rotondo dove fece da guardia al Santo assediato dai fedeli. Nel 1961 insegnò a Napoli, poi a Campobasso, a Isernia e a Pietrelcina. Svolse anche il ministero di esorcista ed è stato amico di p. Amorth. Nel 1988 ritornò a San Giovanni Rotondo come confessore. Dalla morte di P. Pio e finché le forze lo sorressero, tenne conferenze in tutta Italia. Nel 1996 celebrò il 50° di sacerdozio. Nel gennaio 1998 fu ricoverato presso la Casa Sollievo della Sofferenza dove morì l’8 agosto. Riposa nella cappella dei cappuccini di San Giovanni Rotondo. Dal 1946 alla morte del Santo, p. Tarcisio è stato uno dei confratelli più vicini a San Pio, tanto da esserne definito la «guardia» e il cantore delle virtù: conobbe da vicino le sofferenze e la profondissima spiritualità del Santo, gli dedicò molti studi e fu importante testimone del processo canonico di canonizzazione, con una dichiarazione considerata fra le più intense. È autore di pubblicazioni nelle quali ha descritto l’amore di P. Pio per l’Eucaristia, la Madonna e il Sacramento della riconciliazione. Ma p. Tarcisio è stato anche un grande studioso delle Sacre Scritture e un appassionato docente di materie teologiche in tutti i conventi francescani della Provincia. Dedicargli una strada sarebbe il modo migliore per ricordare l’infaticabile opera del religioso, che fu profondamente legato alla frazione Joffredo-Castello (Massimo Zullo).

OPERE

  1. TARCISIO da CERVINARA, “Padre Pio confessore, straordinario e singolarissimo vivificatore di anime morte”, in Atti del I Convegno di studio sulla spiritualità di padre Pio a cura di fr. Gerardo di Flumeri, San Giovanni Rotondo 1972.
  2. TARCISIO DA CERVINARA, “La Messa di Padre Pio”, San Giovanni Rotondo 1975.
  3. TARCISIO da Cervinara, “Padre Pio e l’Eucarestia”, a cura di padre Gerardo di Flumeri, Edizioni Padre Pio, San Giovanni Rotondo 1990.
  4. TARCISIO DA CERVINARA, “Il diavolo nella vita di Padre Pio”, San Giovanni Rotondo 1991.
  5. TARCISIO da CERVINARA, “Padre Pio e la preghiera eucaristica”, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, 2003 (postumo), Presentazione di fr. Francesco D. Colacelli.

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