Cervinara: sangue sull’asfalto e rispetto delle regole

By on 27 marzo 2016

Dobbiamo correre, pigiare forte il piede sull’acceleratore e guidare con il cellulare in una mano e la sigaretta nell’altra. La cintura la mettono gli sfigati, gli stessi che rispettano i limiti di velocità. Siamo italiani, meglio ancora, siamo cervinaresi, le auto, le supercar, le hanno inventate per noi. Noi solo le sappiamo guidare, sappiamo sgommare, fare sorpassi in curva, correre come ossessi nei centri abitati, parcheggiare dove vogliamo. Ed il sabato sera, siamo ancora meglio. La notte inizia presto e noi la viviamo tutta, sino allo spuntare del sole. Dall’aperitivo in poi, non ci facciamo mancare nulla. Noi sappiamo anche bere, l’alcool ci fa un baffo e ci facciamo di droga solo nei fine settimana. L’importante è non farci pescare da carabinieri e polizia, quando sono in giro con l’etilometro. Ma anche in questo siamo bravi, a noi non può succedere. E, se sfasciamo l’auto, l’importante è non farci niente, non riportare ferite, tanto poi, papà e mamma ce la ricomprano ancora meglio, ancora più veloce e di lusso. Doveva morire una povera donna per scoprire che le strade di Cervinara sono anche meglio del circuito di Indianapolis? Dovevamo vedere ancora una volta l’asfalto bagnato da sangue innocente per indignarci, per scoprire il mancato rispetto delle regole soprattutto da parte dei giovani? Intendiamoci, non vogliamo criminalizzare nessuno, forse solo noi stessi. Ed ognuno dovrebbe fare lo stesso, guardare all’interno delle proprie case, cercare di penetrare in quell’universo così complicato, come quello giovanile. Non è un problema del nostro paese, ci mancherebbe, ma Cervinara è brava, sempre più brava a diventare il paese del giorno dopo. Scopriamo tutto, quando il peggio è già avvenuto. Abbiamo versato fiumi di inchiostro, su queste colonne, denunciando l’anarchia che regola la circolazione stradale e la maledettissima abitudine di chiudere sempre un occhio. Dove non ci sanzioni, le regole si infrangono nel modo più naturale possibile. Si comincia con l’auto fuori posto, cosa che non faresti mai da un’altra parte, perché sai che ti costerebbe caro, nel tuo paese lo fai alla grande. E poi si continua, sino al momento del non ritorno, sino a quando non farai piangere qualcuno, sino a quando non distruggerai vite e famiglie. Per una volta, cerchiamo di non essere ipocriti, perché ogni giorno davanti ai nostri occhi si consuma questo spettacolo. Il paese del giorno dopo deve diventare quello del giorno prima e la trasformazione si può avere solo se cambiamo la nostra maledetta mentalità di pensare di essere i più intelligenti e furbi che Dio abbia inviato sul pianeta terra. (Immagine repertorio)

Peppino Vaccariello

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Un commento

  1. Movimento Anarchico Caudino

    8 febbraio 2019 at 13:30

    Anarchia non vuol disordine e confusione, sono anzi all’antitesi. L’anarchia è un’ideologia politica seria, la più seria, che vuole riportare l’ordine che sarebbe appunto il prodotto della libertà. Anarchia vuol dire rifiuto delle gerarchie, società senza padroni, anarchia vuol dire uguaglianza nella libertà. Come diceva Proudhon, “La libertà è la madre dell’ordine, non la figlia”.

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