Cervinara: Don Lorenzo Varrecchia e i volontari del Santuario dei Santi medici a Convegno a Roma

By on 1 dicembre 2018
I “santuari sono insostituibili perché mantengono viva la pietà popolare”, sono i luoghi dove “il nostro popolo più volentieri si raccoglie per esprimere la propria fede nella semplicità”. Così Papa Francesco, accogliendo in Vaticano i partecipanti al primo Convegno internazionale per i rettori e gli operatori dei santuari, tra il 27 e il 29 novembre, sul tema: “Il santuario porta aperta per la nuova evangelizzazione”. “Questo è molto importante – precisa – mantenere viva la pietà popolare”.
È stato davvero un convegno formativo e fortemente innovativo dove la testimonianza di don Lorenzo e di Fabio Marchese ha portato una ventata di positività e di gioia tra i presenti che hanno gustato la genuina freschezza della Fede Caudina.
Spesso in questi giorni abbiamo letto e visto tanto sulla Chiesa locale presente anche nei talk show politici ma non possiamo tacere che anche Cervinara ha ancora qualcosa da dire con la sua Storia Sacra toccata dalla via Francigena e dalla Devozione a Maria Santissima attraverso diversi titoli da Addolorata a quella del Bagno la cui immagine è stata donata al Santo Padre al termine del convegno dal geometra Marchese istrionico animatore del Santuario cittadino dov’è è venerata la Scafatella.
Un plauso all’umilta’ e alla capacità di servizio di don Lorenzo rettore zelante che per iniziare la novena dell’Immacolata non ha potuto partecipare all’udienza nella sala Regia.
La fiducia di questo sacerdote nei confronti dei giovani volontari è davvero grande ed è stata ben ripagata dal popolo e dagli stessi devoti del Santuario.
La centralità non di un posto qualsiasi ma di tutti i luoghi sacri della memoria Caudina è stata evidenziata nella partecipazione al Convegno e nella volontà di fare rete anche con gli altri santuari della città e del territorio caudino.
Dal Votum percorso sacro ai diversi servizi che offre il Santuario cittadino si vuole essere lievito per tutte le realtà locali e giocare in squadra e in comunione con le diverse parrocchie per un turismo religioso che dia valore a Dio, alla persona, ai poveri e al territorio. Questa è la sfida che abbiamo colto dalle labbra di Fabio Marchese le cui mani sono protese una al passato sacro Cervinarese e un altra al presente gravido di futuro ricco di grazia e progetti. Non più perciò voci solitarie ma una comunione universale facendo eco alle parole del Santo Padre il quale dice che i santuari sono “soprattutto luogo di preghiera”, perlopiù dedicati “alla pietà mariana”. E’ soprattutto in queste oasi dello spirito che “la Vergine Maria spalanca le braccia del suo amore materno”, “dando consolazione”, versando “lacrime con chi piange” e rendendosi “compagna di strada di ogni persona che a Lei alza gli occhi chiedendo una grazia”.
Tiziano Stefano Izzo

 

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